Licenziamento illegittimo: quali tutele hai oggi
23 luglio 2026
Ricevere una lettera di licenziamento non significa doverlo subire. La legge distingue diverse ipotesi e, a seconda del caso, riconosce al lavoratore la reintegra nel posto di lavoro oppure un indennizzo economico.
Quando un licenziamento è illegittimo
- Manca una giusta causa o un giustificato motivo reale.
- È discriminatorio o ritorsivo (ad esempio legato a maternità, malattia, opinioni).
- È viziato nella forma o nella procedura prevista dalla legge o dal contratto.
- È intimato oltre i termini o senza il rispetto delle garanzie disciplinari.
Reintegra o indennizzo?
Le conseguenze cambiano in base al tipo di vizio, alle dimensioni dell'azienda e alla data di assunzione. Nei casi più gravi — come il licenziamento discriminatorio — è prevista la reintegra nel posto di lavoro. In altre ipotesi la tutela è di tipo economico, con un'indennità commisurata all'anzianità di servizio.
Il termine per impugnare
È il punto su cui si perdono più diritti. Il licenziamento va impugnato entro 60 giorni dalla comunicazione, anche con una semplice lettera; segue poi il termine per l'azione giudiziale o il tentativo di conciliazione. Lasciar passare questi termini significa, di regola, rendere il licenziamento inattaccabile.
Il supporto di un consulente del lavoro
I casi di lavoro vengono seguiti anche con l'apporto di un consulente del lavoro, per la corretta ricostruzione di buste paga, anzianità e spettanze economiche.
Questo testo ha finalità puramente informative e non costituisce parere legale. Ogni situazione va valutata nel concreto.
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